Questo blog non è un essemmesse!

venerdì, 20 aprile 2007

Il dipendente perfetto è sempre in orario ai meeting

Il dipendente perfetto è sempre gentile con tutti

Il dipendente perfetto non risparmia un sorriso a nessuno

Il dipendente perfetto si mostra interessato a tutte le discutibili cagate che vengono dette ai meeting

Il dipendente perfetto è contento di partecipare ai meeting

Il dipendente perfetto ai meeting presenta i suoi dati con oggettività e chiarezza

Il dipendente perfetto presenzia ai meeting sempre con il blackberry per smistare le e-mail con celerità

Il dipendente perfetto NON usa il blackberry durante le presentazioni altrui

Il dipendente perfetto NON si abbiocca ai meeting…

 

… tutto questo perché se per caso il dipendente perfetto dovesse derogare a questi principi potrebbe succedere, in linea del tutto teorica, che gli capiti di usare il blackbarry in un momento di noia, e di fare in tempo a scrivere: "ciao Giovanni, verrò più che volentieri vd w" dove "vd w" è il percorso che segue il pollice sulla tastiera dirigendosi per errore verso il tasto "send"…

…mentre il dipendente perfetto si sta addormentando clamorosamente…

 

postato da: ArkadyRenko alle ore aprile 20, 2007 10:59 | Permalink | commenti (13)
categoria:lavoro, sonno, sviste
venerdì, 02 febbraio 2007

Oggi sono una persona migliore.

sì sono migliore perché ieri, dopo due giorni due di riunione interna l'ameno argentino (che vive nell'ameno peasello svizzero) nel suo intervento finale, quello che chiude ufficialmente i lavori e riassume quanto detto, dichiara di fronte ad una platea di un centinaio di persone:

"infine vorrei fare i miei più sentiti complimenti ad Arkadyrenko che per la prima volta da quando ho assunto questo ruolo [un anno, ndA] non si è addormentato ad una riunione".

…non sono sicuro di come prendere questa affermazione...

postato da: ArkadyRenko alle ore febbraio 02, 2007 12:36 | Permalink | commenti (6)
categoria:lavoro, sonno
lunedì, 23 ottobre 2006

Gli statunitensi sono gente strana:

Terra germanica, ennesimo corso di formazione (peraltro la sensazione di riuscire a contribuire anch'io alle spese inutili fatte da questa impresa mi lusinga ed emoziona).

Tiene il seminario una ragazzona from South California; noi spettatori (alcuni partecipi, altri - io ed il mio alter ego Friede- morti di sonno) siamo 18, tutti europei.

Ad un certo punto la ragazzona fa una battuta sugli asiatici, noi ridiamo, la ragazzona invece viene assalita dal dubbio del "politically incorrect" e si affretta ad urlare:

"DISCLAIMER! DISCLAIMER! era solo una battuta! Se qualcuno si sente offeso me lo dica! So che queste cose non si dovrebbero dire, non volevo essere offensiva, vi chiedo scusa"

A dispetto delle sue preoccupazioni nell'aula regna l'indifferenza più totale, uno "cerca nelle sue narici una testimonianza delle sue radici" [ndr: nubi di ieri sul nostro domani odierno - sono abitudinario], Friede sonnecchia, l'ukraino è impegnato con i biscottini, due insopportabili transalpini controllano di nascosto le e-mail...

Si passa ad esaminare un caso aziendale; un britannico gaudiente propone un esempio relativo ad un'azienda di "escort" maschili

La ragazzona boccheggia, impallidisce, vacilla, chiede mentalmente aiuto al "Dio degli americani invischiati in una situazione ad alto rischio di azione legale" e chiede alla platea:

"C'è qualcuno che si sente offeso? Possiamo prenderlo come esempio? Siamo sicuri che non vi offendiate? Non urta la vostra sensibilità?"

 

No, non urtava la nostra sensibilità, non ce ne poteva proprio fregare di meno... l'unica cosa che urtava la nostra sensibilità era il suo vagare per l'aula senza scarpe, ma non c'era verso di farglielo capire...

postato da: ArkadyRenko alle ore ottobre 23, 2006 16:42 | Permalink | commenti (1)
categoria:lavoro, sonno
mercoledì, 11 ottobre 2006

Lunedì scorso altra riunione inutile, un'accozzaglia di bla bla bla che non portano a nulla.

Rispetto al solito però c'erano alcune differenze:

 

1- Era presente il mio capo (un ameno argentino che pur di non trasferirsi a Milano continua a vivere in un paesello tra le montagne svizzere, contento lui… non lo si vede mai…)

2- Non eravamo in mille come al solito, bensì solo 8

3- Eravamo seduti attorno ad un inusuale tavolo ovale

4- L'inizio non era alle 8 (American style) ma alle 10 (Arkady's style)

 

Ebbene, nonostante il punto 4 (a me favorevole), ma a causa dei punti 2 e 3 (a me sfavorevoli), è successo che il punto 1 (nell'occasione a me estremamente sfavorevole) dichiarasse conclusa la riunione alle 12.40 con queste parole:

 

"molto bene, ora andiamo a mangiare... se riuscite a svegliare Arkady..."

 

…questa volta mi sono vergognato, e vi giuro che mi capita raramente...

postato da: ArkadyRenko alle ore ottobre 11, 2006 12:41 | Permalink | commenti (5)
categoria:lavoro, sonno, anziano
venerdì, 29 settembre 2006

Ieri sera stavo parlando al telefono con mia sorella (MG, anni 10, quinta elementare); ad un certo punto le ho fatto scherzosamente notare che sono un adulto ormai e faccio un po' quello che mi pare mentre lei, piccoletta, deve ancora dare retta in casa.

 

MG ha solennemente respinto l'idea che io sia adulto: io sono un ragazzino e basta (ad un certo punto però si è scomposta ed è scivolata su "ragazzo").

 

Ora, al di là della prospettiva di MG che è naturalmente un po' condizionata dall'essere mia sorella (per i bambini gli "adulti" sono i genitori, non i fratelli), la cosa mi ha fatto riflettere: Quando si diventa ometti?

Quand'è che si smette di essere ragazzi?

 

1- compiuti i 25 (o 30) anni - Non è plausibile, conosco ventenni oltremodo maturi e quarantenni con il ciuccio in bocca

2- quando si esce di casa - Mmmh, non ne sono convinto, a volte uno esce di casa per necessità, ad esempio per fare l'università fuori sede, e ciò non conferisce automaticamente lo status di adulto. Viceversa, essendo noi un popolo di mammoni, ci sono schiere di liberi professionisti (tanto per citare una categoria) che non hanno ancora spiccato il volo; credo che nonostante tutto costoro siano degli ometti, no?

3- Quando ci si sposa - se è così non sarò mai adulto

4- quando si figlia - vedi sopra

5- quando si comincia a lavorare - ed uno che abbandona la scuola dopo la terza media?

 

Non mi vengono in mente altre ipotesi, e questo mi fa pensare che in effetti non vi sia una vera e propria linea di confine, il problema rimane aperto....

 

E io allora? Sono un ragazzino o un ometto?

 

tratti dell'OMETTO:

1- vivo solo

2- vivo solo E mi mantengo (sottile ma importantissima distinzione!)

3- lavoro

4- sono vicino ai 30

5- godo del diritto di voto

6- mi piace il telegiornale

7- parlo anche di lavoro

8- m'incazzo se piove

9- leggo il giornale

10- mi piace gironzolare per il supermercato

11- A mia sorella dico spesso "quand'ero piccolo io…."

12- cazzio mia sorella quando sta a tavola come uno zulù

13- in macchina mi metto la cintura

 

tratti del RAGAZZINO:

1- mi addormento al lavoro

2- mi piace andare a letto tardissimo

3- dormo come un ghiro, non soffro di insonnia

4- ogni tanto suono i campanelli e scappo

5- mi piace la musica demenziale

6- spesso mi entusiasmo per nulla

7- coltivo tanti di quei sogni che sembro un giardino botanico

8- odio programmare le cose

9- quando leggo il giornale lo "sport" è la parte che preferisco

10- guardo con sospetto le regole e le imposizioni

11- se faccio una marachella e non vengo scoperto mi brillano gli occhi di gioia

 

In effetti però considerando che:

 

1- so essere peso come un macigno

2- racconto aneddoti e fatti già raccontati mille volte

3- mi dimentico TUTTO

4- soffro di acidità di stomaco

5- quando vedo i ragazzini maragli per strada penso "che razza di gioventù c'è al giorno d'oggi"

6- impreco contro la burocrazia

e soprattutto….

7- quando bighellono per la strada… ADORO tenere le braccia incrociate dietro la schiena...

 

...forse sono anziano...

 

postato da: ArkadyRenko alle ore settembre 29, 2006 15:35 | Permalink | commenti (13)
categoria:lavoro, sonno, maturità
martedì, 12 settembre 2006

Oggi mega-riunione: è tempo di pianificare il 2007.

Arrivano alcuni parrucconi dagli States e da Zurigo.

Comincia a parlare il giappo… e quanto siamo bravi, e quanto siamo belli, e che le nostre priorità sono due, ossia continuare ad aumentare sia i prezzi che i volumi (arguto, non ci avevo pensato)...

Alle 9 e 30 già non ne posso più, vengo da una serata dove ho chiacchierato fino alle 2, lavorato fino alle 3, svuotato mezzo barattolo di Nutella fino alle 3 e 30 ed infine ingaggiato una lotta senza quartiere con una zanzara fino alle 4 e 15.

Mi addormento.

Vengo colto in flagrante, e sono pure pluri-recidivo.

 

Speriamo non se ne abbiano a male.

postato da: ArkadyRenko alle ore settembre 12, 2006 14:26 | Permalink | commenti (3)
categoria:lavoro, sonno