Questo blog non è un essemmesse!

giovedì, 26 ottobre 2006

La situazione con l'"amica di sempre" si è del tutto normalizzata.

Smaltito lo smacco ed il fastidio per l'atteggiamento di due mesi fa tutto è tornato come prima, ed anche piuttosto velocemente.

La mia attenzione si è prontamente indirizzata verso altre fanciulle (il fatto che continui a non consumare è del tutto ininfluente - nonché abituale).

L'amica di sempre è tornata ad essere quella di sempre, un'amica e basta.

Ogni tanto ci si vede, si parla del solito, compreso di fanciulle (per me) e di fanciulli (per lei).

Poi capita come ieri sera, quando dopo un paio d'ore a ridere e scherzare arriva il momento dei saluti:

 

Amica di Sempre: Ehi non mi hai neanche detto che sono gnocca stasera

Arkady: Sei gnocca

AdS: mmmh non sei bravo a fingere… non ti piace la mia gonna nuova?

Ark: No

AdS: e neanche i miei stivali nuovi?

Ark: No

 

Messa alle corde l'AdS capisce di dover recuperare la situazione, mi saluta…. ed indugia nell'abbraccio… solo un attimo di troppo.

 

Ha vinto ancora lei, la bastarda…

 

…ma vaffanculo!...

però

postato da: ArkadyRenko alle ore ottobre 26, 2006 10:27 | Permalink | commenti (7)
categoria:amica
lunedì, 23 ottobre 2006

Gli statunitensi sono gente strana:

Terra germanica, ennesimo corso di formazione (peraltro la sensazione di riuscire a contribuire anch'io alle spese inutili fatte da questa impresa mi lusinga ed emoziona).

Tiene il seminario una ragazzona from South California; noi spettatori (alcuni partecipi, altri - io ed il mio alter ego Friede- morti di sonno) siamo 18, tutti europei.

Ad un certo punto la ragazzona fa una battuta sugli asiatici, noi ridiamo, la ragazzona invece viene assalita dal dubbio del "politically incorrect" e si affretta ad urlare:

"DISCLAIMER! DISCLAIMER! era solo una battuta! Se qualcuno si sente offeso me lo dica! So che queste cose non si dovrebbero dire, non volevo essere offensiva, vi chiedo scusa"

A dispetto delle sue preoccupazioni nell'aula regna l'indifferenza più totale, uno "cerca nelle sue narici una testimonianza delle sue radici" [ndr: nubi di ieri sul nostro domani odierno - sono abitudinario], Friede sonnecchia, l'ukraino è impegnato con i biscottini, due insopportabili transalpini controllano di nascosto le e-mail...

Si passa ad esaminare un caso aziendale; un britannico gaudiente propone un esempio relativo ad un'azienda di "escort" maschili

La ragazzona boccheggia, impallidisce, vacilla, chiede mentalmente aiuto al "Dio degli americani invischiati in una situazione ad alto rischio di azione legale" e chiede alla platea:

"C'è qualcuno che si sente offeso? Possiamo prenderlo come esempio? Siamo sicuri che non vi offendiate? Non urta la vostra sensibilità?"

 

No, non urtava la nostra sensibilità, non ce ne poteva proprio fregare di meno... l'unica cosa che urtava la nostra sensibilità era il suo vagare per l'aula senza scarpe, ma non c'era verso di farglielo capire...

postato da: ArkadyRenko alle ore ottobre 23, 2006 16:42 | Permalink | commenti (1)
categoria:lavoro, sonno
mercoledì, 11 ottobre 2006

Lunedì scorso altra riunione inutile, un'accozzaglia di bla bla bla che non portano a nulla.

Rispetto al solito però c'erano alcune differenze:

 

1- Era presente il mio capo (un ameno argentino che pur di non trasferirsi a Milano continua a vivere in un paesello tra le montagne svizzere, contento lui… non lo si vede mai…)

2- Non eravamo in mille come al solito, bensì solo 8

3- Eravamo seduti attorno ad un inusuale tavolo ovale

4- L'inizio non era alle 8 (American style) ma alle 10 (Arkady's style)

 

Ebbene, nonostante il punto 4 (a me favorevole), ma a causa dei punti 2 e 3 (a me sfavorevoli), è successo che il punto 1 (nell'occasione a me estremamente sfavorevole) dichiarasse conclusa la riunione alle 12.40 con queste parole:

 

"molto bene, ora andiamo a mangiare... se riuscite a svegliare Arkady..."

 

…questa volta mi sono vergognato, e vi giuro che mi capita raramente...

postato da: ArkadyRenko alle ore ottobre 11, 2006 12:41 | Permalink | commenti (5)
categoria:lavoro, sonno, anziano
giovedì, 05 ottobre 2006

Io amo.

 

Ho sempre pensato che questa parola debba essere usata con estrema parsimonia, mai buttata lì a caso.

Anche gli oggetti possono essere amati, e per loro vale esattamente lo stesso principio: mai abusare del concetto; sono poche le cose che possono essere davvero amate.

 

Ebbene, io amo la maglietta bianca sotto la camicia.

 

E' un amore che viene da lontano, la nostra storia è sempre stata solida e stabile como solo nelle più sfrenate fantasie può essere.

Mi tiene caldo, mi protegge, assolve la straordinaria funzione di salvare le camicie dal fenomeno di "sudorazione precoce", e scusate se è poco poter portare con arrogante sicurezza una camicia per tutto il giorno senza appestare la gente che ci circonda.

 

Non so neppure quando è cominciata la nostra storia. Ero probabilmente un bambino quando mia madre mi costringeva a metterla al suono di "che poi prendi freddo".

Prima guardata con malcelato odio, strumento di imposizione materna, poi sopportata, poi diventata elemento indispensabile del mio vestire.

Se non ce l'ho mi sento nudo, giuro

Se non ce l'ho mi viene il cagotto.

 

E' orrenda, lo so, ma ormai è una seconda pelle. Quest'estate ho provato ad attuare un piano forzato di crescita, sviluppo e maturità e mi sono imposto di non indossarla.

Risultati:

- di giorno mi è impossibile sbarazzarmene. Impossibile.

- di sera un po' meglio, a volte riesco a tradirla ma la cosa non mi soddisfa, se la temperatura crolla dai 30 ai 29 gradi il mio primo pensiero è per lei: "ecco, lo sapevo, ora mi viene la caghetta" oppure "ecco, lo sapevo, morirò assiderato", o come terza ed ultima variante: "ecco, lo sapevo, domani mi ammalo".

E spesso succede (intendo caghetta-o-assideramento-o-malanno).

 

Tutti mi scherzano, le fanciulle fuggono (rivalità tra donne: lei da una parte e loro dall'altra) ma io ormai ho acquisito piena consapevolezza delle mie azioni.

 

Popolo della camicia aperta, non mi avrete mai….

 

…io ho freddo….

 

postato da: ArkadyRenko alle ore ottobre 05, 2006 11:09 | Permalink | commenti (10)
categoria:manie, anziano
domenica, 01 ottobre 2006

Sono una raspa ("taccagno", "braccino corto", "avaro", anche se io preferisco "parsimonioso"), ed in quanto tale amo quei negozietti di terz'ordine che espongono a caratteri cubitali le insegne "fine serie" dove di solito si fanno buoni affari (da non confondersi assolutamente con i grandi outlet che sono macchine da sperpero-oltre che di una tristezza inaudita)

Tuttavia di tanto in tanto soffro di scivoloni macroscopici che mi portano a situazioni come quelle di oggi, quando a
vendo un (moderato) bisogno di un paio di scarpe eleganti, ed avendo visto giorni fa uno di questi fantastici negozietti ho deciso di farmi un giretto a piedi.

 

Sulla strada per il negozietto ho comprato:

 

1- Un deodorante - e fin qui nulla di male

2- Un maglioncino blu a mezza zip che, a parte l'estrema bruttezza, porta la mia collezione di maglioncini blu ad un numero sufficiente per vestire una squadra di calcio (magazzinieri inclusi)

3- un paio di scarpe - sportive.....

4- due lampadine - che non si sa mai

5- un pennarello per scrivere sulle lavagnette metalliche - lavagnetta che peraltro non ho, anche se ho in programma di comprare

...ma soprattutto:

6- un set di aghi da cucito -sì, proprio UN SET DI AGHI DA CUCITO, (metti che mi si stacchi un bottone della camicia)

...e:

7- la relativa confezione di rocchetti di fili di cotone - per attaccare il suddetto bottone

 

Ora: con un estremo sforzo di comprensione e di buonismo posso pure accettare il fatto di aver comprato aghi e fili, in fondo un bottone all'anno mi capita di riattaccarlo, ma qualcuno mi può dire perché di fronte ad una confezione di filo di cotone bianco ed una con otto-dico-otto rocchetti di colori diversi (tra cui l'ecrù, se qualcuno volesse avere la bontà di dirmi che diavolo è l'ecrù) ho comprato quella con otto-dico-otto colori diversi?

 

Arrivato al negozietto mi sono vergognato e sono tornato a casa.

 

Forse soffro di conflitti interni latenti ed irrisolti... eppure mi sembra di stare bene.

 

non

postato da: ArkadyRenko alle ore ottobre 01, 2006 03:36 | Permalink | commenti (9)
categoria:parsimonia